Questa è una stima informativa, non costituisce consulenza legale. Confermare i dettagli specifici della propria situazione con un consulente qualificato.
Il chatbot del sito web è l'implementazione AI più comune in assoluto ed è pienamente incluso nel primo caso di trasparenza dell'Art. 50. Se gli utenti possono interagire con un'IA sul vostro sito, sono dovuti un'informativa — ed è uno degli obblighi più facili da soddisfare.
Cosa richiede l'Art. 50(1)
Quando una persona interagisce con un sistema di IA deve essere informata di tale fatto, in modo chiaro e tempestivo, a meno che non sia già ovvio per una persona ragionevolmente ben informata. Per un chatbot che può essere scambiato per un operatore umano, non è ovvio — quindi l'informativa è obbligatoria. Il requisito è l'onestà al primo contatto, non un saggio giuridico.
Come si presenta una buona informativa
Una breve riga visibile all'inizio della conversazione: "Stai chattando con un assistente AI. Puoi richiedere di parlare con una persona in qualsiasi momento." Renderla percepibile anche alle tecnologie assistive — il regolamento sull'IA prevede che le informative raggiungano tutti, in linea con l'accessibilità WCAG. Evitare di nasconderla nell'informativa sulla privacy; la dichiarazione deve essere dove avviene l'interazione.
La scadenza e la prova
Questo obbligo diventa applicabile dal 2 agosto 2026. Per essere pronti, confermare che l'informativa sia presente e accessibile, acquisirne uno screenshot e datare il registro. Se si cambia fornitore di chatbot, ripetere il rapido controllo. Questa piccola abitudine ripetibile è ciò che garantisce una conformità continua piuttosto che un affanno prima di un audit.